Carmen
Francesca Di Sauro was in many ways a traditional Carmen, sexy, flirty and independent. But she was vigorous and highlyactive, oftentrouser-clad, and there was an engaging freshness about her whole performance. Her sultriness came, in part, from the way she shaped and caressed the vocal lines, yet this Carmen was also quick-witted and sharp. This was a vivid and highly musical performance. I would love to see her in the role again, in a far more intimate setting. [...] thanks to Francesca di Sauro's fresh, force-of-nature Carmen and Migran Agadzhanyan's robust Don Jose, there was plenty to enjoy.
Robert Hugill
www.planethugill.com
Il giovane mezzosoprano italiano Francesca Di Sauro, alla sua seconda incursione nel ruolo della protagonista - la prima volta è stata l'anno scorso in un Festival in Austria - ha mostrato di essere un'artista dalla sua carriera in ascesa, con solida preparazione e innegabili capacità. Se Carmen ha l'energia e la bellezza della sua gioventù, allo stesso tempo può vantare una maturità vocale sufficiente per affrontarla con potenza, con sottigliezza, con stile. Non forza il suo strumento in nessun momento, la sua voce omogenea è ben timbrata, ha una linea di canto raffinata e un buon volume per una sala delle dimensioni del Colón.
Gustavo Gabriel Otero
L’apemusicale
En el elenco de solistas se destacó desde ya Francesca Di Sauro (protagonista), a quien habíamos puesto de relieve el año pasado(‘Il Turco in Italia’). Dotada de un registro realmente espléndido, fresco, aterciopelado y homogéneo en toda su amplia tesitura, la mezzo italiana emite con la más absoluta naturalidad, y se movió con garra y carácter.
Carlos Ernesto Ure
La prensa
La realización contó con una gran protagonista, Francesa Di Sauro. Desde la primera canción L'amour est un oiseau rebelle se impuso con su magnetismo y habilidades vocales. Con una sensualidad sobria pero intensa, compuso una Carmen con presencia física, determinación y estilo. Su voz de color homogéneo cubrió todos los aspectos del papel
Dario Clarìn
Clarìn
Dorabella
L’affianca Francesca Di Sauro, una straordinaria Dorabella che crea il giusto impasto con la collega. Il mezzosoprano ha un poderoso volume vocale unito ad una tecnica solida, un timbro scuro, caldo e una seducente presenza scenica che le permettono di interpretare in maniera incisiva le arie “Smanie implacabili”, “È amore un ladroncello”.
Marco Sonaglia
OperaTeatro
Francesca Di Sauro (Dorabella) trova nelle sue arie quella sincera immediatezza, quell’impellenza che liberano il personaggio dall’immagine di fatua sciocchina sopra le righe in favore di un’umana, magari ingenua, brama di vita.
Roberta Pedrotti
Apemusicale
rancesca Di Sauro conquista per l’adeguata lascivia e impertinenza con cui dà forma al personaggio di Dorabella e per il bello strumento dal timbro caldo, dall’emissione ampia e sicura e dalla notevole intonazione.
Gabriele D’aprile
Giornaledellamusica
Francesca Di Sauro sfodera un mezzo vocale di belle proporzioni, dal timbro bronzato e fiero; anche scenicamente appare decisamente a suo agio.
Pierfilippo Baraldi
GbOpera
Materica, invece, la voce di Francesca Di Sauro, che avvolge la parte di Dorabella con plastica argilla. Una vocalità così bruna e calda è un piacere all’ascolto.
Ciro Scannapieco
Oltrecultura
Santuzza
Francesca Di Sauro versprüht mit ihrem kräftigen dunklenSopran mediterrane Emotionsgeladenheit. Ihre Santuzza berührt und inkomprimitiert
Opera online
www.opera-online.com
Vorremmo citare in particolare Francesca Di Sauro tra le partecipazioni più interessanti a questa edizione dell’Academy; è stata una Santuzza dalla voce potente, dal timbro caldo e dall’emissione sapientemente controllata, sicura negli acuti e notevolmente espressiva, ma senza eccessi e sempre con gusto: proprio come Cavalleria e Pagliacci meritano.
Patrizia Luppi
www.lesalonmusical.it
Adalgisa
Francesca di Sauro è giovane ma si rivela un’artista matura e interprete sensibile con un gioco di gesti e di sguardi sempre pertinenti e una linea di canto di rigore classico con un timbro autenticamente mezzosopranile ma non matronale. Il registro centrale è vigoroso e sale con disinvoltura nelle zone più alte, dove il timbro mantiene la sua pienezza, tanto che le agilità speculari a quelle di Norma nel primo duetto sono fra le migliori sentite da lungo tempo a questa parte. In più sia per la sua figura che per la leggerezza della linea di canto una volta tanto abbiamo un’Adalgisa credibile come vera giovinetta.
Bruno Tredicine
Operaclick
Sul versante femminile si apprezza anche l’Adalgisa del mezzosoprano Francesca Di Sauro, in possesso di bel timbro ambrato, di buona tecnica di emissione che le consente di gestire con correttezza e sicurezza la linea di canto; il personaggio, poi, è delineato con delicata credibilità vocale e scenica.
Luigi Raso
L’apemusicale
Molto brava Francesca Di Sauro nei panni di un’Adalgisa trepida e dolente, forte di una voce di morbida pasta mezzosopranile e di una fine sensibilità interpretativa
Fabio Larovere
Connessiall’opera
La sorpresa della serata è risultato il giovanissimo mezzosoprano Francesca Di Sauro, pregnante interprete del ruolo di Adalgisa, artista già di coscienza, preparazione, intelligenza, autodisciplina, che l'hanno portata ad impreziosire, in particolare i pezzi d'assieme, sia per il suo impegno nel rendere il personaggio, sia per la musicalità, la bellezza del timbro insieme alla freschezza della sua luminosa voce. Il risultato sono stati duetti spettacolari in cui le voci femminili si sono unite in modo perfetto.
Olga Chieffi
CronacheSalerno
Fenena
Merita una particolare menzione di lode Francesca Di Sauro, Fenena. Voce di bel colore, musicalmente educata, adeguatamente espressiva, pertinente in tutta l'opera e particolarmente felice in "Oh, dischiuso è il firmamento".
Giancarlo Landini
www.loperaonline.com
Francesca Di Sauro è Fenena, che cura il personaggio con un’interpretazione efficace ed un’ottima prova vocale. Di ampio volume, risulta precisa nei movimenti anche sui registri più acuti, e riesce egregiamente a rendere l’intimità e il tormento del personaggio.
Nicola Fiorello
www.artesnews.it
Francesca Di Sauro esalta la femminilità del personaggio di Fenena (la sua dolcezza, la sua determinazione) e fa della preghiera nel quarto atto uno dei momenti migliori della serata.
Paolo Patrizi
drammaturgia.fupress.net
[…] musicalmente irreprensibile, come risulta essere la Fenena di Francesca Di Sauro, cantante sempre intelligente, raffinata e tecnicamente forbita.
Pierluigi Guadagni
Mtglirica
Efficace Francesca Di Sauro nel ruolo di Fenena, il suo assolo “Oh dischiuso è il firmamento” non passa certo inosservato grazie all’alto grado di lirismo.
Irina Sorokina
L'ape musicale
Giulietta
Connotata in modo sensuale ma senza eccessi la Giulietta di Francesca Di Sauro: luminosa nel duetto con Hoffmann e molto riconoscibile nel settimino o sestetto con coro, Di Sauro si segnala come meritevole d’attenzione
Luca Fialdini
www.apemusicale.it
Notevole anche Francesca Di Sauro nei panni di Giulietta, dal timbro morbido e sensuale tanto in scena quanto nella linea di canto
Camilla Simoncini
www.gbopera.it
Convincente è, poi, Francesca di Sauro che, con una vocalità ambrata e ben timbrata, interpreta la cortigiana Giulietta (oltre alla voce della madre di Antonia durante l’atto precedente). Anche scenicamente sa essere sensuale come si conviene ad una femme fatale.
Marco Faverzani
www.operalibera.net
Ottima Francesca di Sauro in Giulietta/Une voix.
Gian Francesco Amoroso
www.lesalonmusical.it
Francesca di Sauro, en Giulietta, de sa très belle voix, tient ardemment tête à l’Hoffmann de Grigolo. [...] C’est aussi elle qui incarne la mère d’Antonia et elle se montre là d’une trèsforte présence dramatique dans ce moment clé, autre sommetmusical de l’opéra
Par Paul Fourier
toutelaculture.com
Isabella
Del ruolo-titolo Francesca Di Sauro offre un’interpretazione corretta, con agilità a posto e capace di sfruttare pienamente la sua estensione vocale che la porta a puntature acute nelle cadenze e negli abbellimenti.
Alessandro Cammarano
www.lesalonmusical.it
Despina
Il giovane e talentuoso mezzosoprano Francesca Di Sauro è Despina lontana da qualsiasi concessione soubrettistica, eppure è incisiva e spigliatissima, oltre che spiritosa nelle scene dei travestimenti e in quelle dove vengono fuori il brio e la carica sensuale della servetta astuta e scaltra.
Alessandro Mormile
www.connessiallopera.it
Francesca Di Sauro, Despina brillante e arguta tanto nel canto quanto nella recitazione.
Antonino Trotta
www.apemusicale.it
Il giovanissimo mezzosoprano Francesca di Sauro si rivela una Despina strepitosa, spigliata e mordace, a suo agio anche nelle scene dei travestimenti. Una servetta tutto pepe e fuoco, degna discendete – cambia solo una lettera nel nome - della Vespina pergolesiana.
Gilberto Mion
www.teatro.it
Spigliata, e senza cadere in toni farseschi, Francesca Di Sauro è stata una Despina disinvolta, vivace e, al contempo, ben consapevole sulle relazioni umane.
Lodovico Buscatti
www.operaclick.com
La joven Francesca di Sauro –Muti ha elegido a una mezzosoprano en lugar de la soprano ligera a la que habitualmente se asigna este papel– liberaba a Despina de sus habituales dengues de soubrette para proponerla como una joven auténtica y viva, alegre y sensual
Mauro Mariani
www.operaactual.com
Zerlina
Francesca di Sauro è Zerlina, finalmente ritratta come una giovane ragazza certo un poco furbetta ma meno disinvolta e consapevole di quanto solitamente avvenga, e mostra un notevolissimo legato e destrezza nel registro più acuto. Anche nel suo caso lo scavo del personaggio è percepibile in ogni accento.
Margherita Panarelli
www.operalibera.net
[...] accadono momenti di sconvolgente bellezza: insufficienti sono le nostre parole a descrivere la dolcezza impressa a Batti, batti (intonata dalla spigliata Zerlina, Francesca Di Sauro).
Benedetta Saglietti
www.giornaledellamusica.it
Un plauso particolare va rivolto a Francesca Di Sauro, nel ruolo di Zerlina. Il mezzosoprano napoletano possiede un timbro caldo, morbido e affascinante; colpisce altrettanto l’abilità tecnica della Di Sauro: il suo legato è perfetto, le frasi in pianissimo sempre ben proiettate e intonate, il registro acuto è sicuro. Ne viene fuori il ritratto di una contadina passionale e spigliata, anche lei vittima della seduzione del libertino, ma abile a riconquistare il suo giovane marito
Federica Faldetta
www.operaclick.com
Francesca di Sauro è una Zerlina spontanea e sensuale: il timbro è caldo e molto femminile e la linea pulita e musicale. Sul piano interpretativo tratteggia una ragazza conscia della propria femminilità e non una semplice vittima del seduttore.
Giordano Cavagnino
GbOpera
Suzuki
Bellissima sorpresa la Suzuki di Francesca Di Sauro. È raro ascoltare una voce così proiettata e morbida, eguale sia in acuto sia nella zona grave e un’interprete che riesce a dare personalità e spessore a un ruolo per nulla semplice.
Elena Filini
Connessi all’opera
Un plauso particolare va alla dolce e compassionevole Suzuki di Francesca Di Sauro, rifinita in ogni dettaglio vocale e recitativo
Gilberto Mion
teatro.it
È invece una bellissima sorpresa la Suzuki di Francesca Di Sauro, che ha timbro autenticamente mezzosopranile, ricco e morbido, e un’espressività d’accento e di fraseggio che colpisce sin dalla sortita.
Paolo Locatelli
Operaclick
Come Suzuki Francesca Di Sauro è stata una presenza solida e affettuosa, offrendo un’interpretazione vocale ben equilibrata. Il suo rapporto con Cio-Cio-San ha evidenziato il legame di fiducia e compassione, risultando uno dei momenti più sinceri della rappresentazione.
Michele Campione
gbopera
Le tiene testa soprattutto la Suzuki di Francesca Di Sauro, dotata di uno strumento vocale duttile e di rara omogeneità timbrica, oltre che una presenza scenica autorevole accanto alla protagonista, da comparsa nel primo atto a vera coprotagonista nel terzo
Stefano Nardelli
giornaledellamusica
Serpina
[...] Marco Filippo Romano e Francesca Di Sauro, qui rispettivamente Uberto e Serpina, avevano già dato bella mostra di sé, come Don Alfonso e Despina, nel magnifico Così fan tutte di Mozart diretto lo scorso inverno al Teatro Regio da Riccardo Muti. Qui mostrano di possedere tutte le carte vocali e stilistiche in regola per formare una coppia buffa di perfetti protagonisti. [...] La seconda, bella e giovane cantante napoletana in continua ascesa, possiede il sorriso e il guizzo furbo e astuto della serva che sa il fatto suo, sia in “Stizzoso, mio stizzoso”, con le ben note ripetizioni accentate su una serie di monosillabi per dare maggiore rilievo ai rimproveri della servetta rivolti ai continui borbottii del suo padrone, come nell’andamento più galante di “A Serpina penserete” (dove in embrione si percepisce la tinta che sarà propria alla futura commedia per musica di stile larmoyant), intonata con grazia e bel timbro, senza che il canto scada mai in un macchiettismo soubrettistico fine a se stesso, fino al duetto finale, “Per te io ho nel core”, con quei “tippitì” che simulano il battito del core che rende consapevoli i due del sentimento fra di loro nascente
Alessandro Mormile
www.connessiallopera.it
[...] giudizio più agevole quello sugli interpreti in scena, cantanti/attori di grande esperienza. [...] Anche Serpina trova in Francesca di Sauro un’interprete validissima. Lontano dal ruolo di soubrettina dalla voce petulante, il mezzosoprano sfodera un timbro piacevole, una voce di grande proiezione e una verve irresistibile. Nel passaggio dalla frizzante e punzecchiante aria «Stizzoso, mio stizzoso» a quella astuta e venata di finta malinconia «A Serpina penserete» con gli a parte rivolti al pubblico «Ei mi par che già pian piano | s’incomincia a intenerir», la cantante napoletana costruisce con molta efficacia il suo personaggio. Pregevoli sono per entrambi gli interpreti i da capo con sapide e stilisticamente giuste variazioni.
Renato Verga
operaincasa.com
Francesca di Sauro, apprezzata anch’essa nel recente Così fan tutte e qui nel ruolo di Serpina, ha verve e brio da vendere, indubbie qualità interpretative e un colore della voce caldo e avvolgente che conquista, insomma cosa chiedere di meglio?
Margherita Panarelli
www.operalibera.net
Di Sauro sorprende con una voce vellutata ma guizzante, in grado di animare un personaggio che pare esserle stato cucito addosso
Matteo Bassetta
ierioggidomaniopera.com
In scena ci è parsa particolarmente affiatata la coppia degli interpreti costituita da Marco Filippo Romano e Francesca Di Sauro. Noti al pubblico torinese per la loro presenza nel Così fan tutte diretto da Riccardo Muti e presentato dal Regio lo scorso Febbraio, entrambi gli artisti hanno dato prova di possedere una completa padronanza musicale e interpretativa dell’opera buffa del Settecento. [...] Francesca Di Sauro, da parte sua, ha impreziosito l’argutezza di carattere di Serpina con un canto caldo e rifinito nel fraseggio. Con la consapevolezza di una prassi esecutiva storicamente informata, l’artista non ha disdegnato di variare i “da capo” delle arie con discreti abbellimenti
Lodovico Buscatti
www.operaclick.com
Vespetta
Francesca Di Sauro, che è un mezzosoprano, qui è chiamata al cimento di una parte decisamente sopranile. Si disimpegna con stile e musicalità sopraffina nelle sue arie; nella seconda, “Gentil parlar con giusto cantar”, riesce a risolvere con voce di bel timbro le note picchettate e le fioriture che, qua come altrove, la parte richiede. Lo fa con classe, presenza scenica dai tratti femminili vezzosi e fascinosi e si guadagna tutti i meriti necessari per fare della sua Vespetta un personaggio a tutto tondo.
Alessandro Mormile
www.connessiallopera.it
Dal punto di vista canoro, invece, la situazione è pressoché ineccepibile. Innanzitutto Francesca Di Sauro, mezzosoprano, risolve con disinvoltura la parte da soprano che è chiamata ad interpretare. Opportunamente frivola nella resa del personaggio, affronta a testa alta tutte le sue partiture e collabora egregiamente con Marco Flippo Romano, [...] Entrambi, Di Sauro e Romano, affrontano con eleganza la breve vicenda, senza mai tentare di sorpassarsi e anzi cooperando agilmente
Davide Maria Azzarello
www.modulazionitemporali.it
La “dispotica cameriera” dell’altro titolo alternativo (Die herrschsüchtige Cammer-Mädgen) del Pimpinone è dunque la stessa Serpina ascoltata in Pergolesi la settimana scorsa, Francesca di Sauro, qui alle prese con una parte più articolata e vocalmente maggiormente impegnativa, più sopranile: le prime due arie solistiche del primo intermezzo, un arioso e un’aria nel secondo, un’altra aria nel terzo, sono quasi tutte infarcite di agilità affrontate e risolte con agio e gusto dal mezzosoprano.
Renato Verga
operaincasa.com
Si conferma magistrale la prova della coppia Di Sauro-Romano, ormai consolidata agli occhi del pubblico torinese che apprezza qui, nella Di Sauro, una capacità di adattamento a un repertorio non propriamente suo, ma al quale riesce a imprimere quella soffice vivacità familiare a chi la segue
Matteo Bassetta
ierioggidomaniopera.com
Bersi
L’ottima Francesca Di Sauro, dal timbro morbido e dalla dizione impeccabile, regala una Bersi di insolito spessore.
Luca Fialdini
www.apemusicale.it
Francesca Di Sauro veste i panni della mulatta Bersi con una vocalità pastosa dal seducente colore brunito. Ogni intervento è affrontato con musicalità ed omogeneità. Ben riuscito il contrasto tra primo e secondo atto grazie ad una spiccata proprietà di fraseggio e ad un certo gusto nel porgere le frasi. Aggraziata e spigliata la presenza scenica.
Marco Faverzani, Giorgio Panigati
www.operalibera.net
Il mezzosoprano Francesca Di Sauro, dotata di un bel timbro e di una conturbante presenza scenica, interpreta con generosità e varietà di accenti la mulatta Bersi.
Antonio Samson
www.premiereloge-opera.com
[...] bravi tutti gli altri interpreti. A cominciare dalla Bersi di voce scura e rotonda di Francesca Di Sauro
Fabio Larovere
www.connessiallopera.it
Tornita e vellutata la mulatta Bersi di Francesca Di Sauro
Stefano Balbiani
www.connessiallopera.
Zaida
Promisorio, el debut de la joven y ascendente mezzosoprano italiana Francesca Di Sauro. Zaida no es de ninguna manera un personaje comprimario y —aunque no tenga aria propia— canta mucho durante la obra. Su versatilidad actoral se combinó con un registro parejo, de bellísimo color, y una depurada línea de canto.
Gabriel Gustavo Otero
proopera.org.mx
L’élégant et puissant mezzo de l’italienne Francesca Di Sauro prête ses qualités de chanteuse et d’actrice à Zaïda, Bohémienne qui est une ancienne conquête de Selim. L’ambitus de sa voix est d’une largeur et d’une amplitude impressionnantes, les graves en particulier brillent par leur caractère, soyeux et solides.
Sébastien Vacelet
www.olyrix.com
Francesca Di Sauro (Zaida), en un papel comprimario de importancia que la mostró no solo excelente actriz sino como una cantante de primer orden, con un muy atractivo y bien gobernado registro de mezzosoprano grave, que hace pensar que está preparada para asumir papeles de mayor envergadura.
Claudio Ratier
sobrevivientenlaciudad.blogspot.com
Por merecimientos vocales, y no por las extensiones de susapariciones, los cantantes más destacados fueron [...] y la joven y talentosa mezzosoprano italiana Francesca di Sauro, cuya gitana nigromante y agorera, lamentablemente, tiene pocas apariciones a lo largo de la ópera. Pero en esas pocas ocasiones en las que cantó en soledad, ofreció una voz cálida, amplia y con un legato admirable. Ante la voluptuosa y volátil Fiorilla, Zaida es un personaje secundario. Pero su canto sonó estupendo y Selim, el turco en cuestión, hizo muybien en quedarse con ella.
Pablo Kohan
www.lanacion.com.ar
Cabe destacar a Francesca di Sauro, en el papel de Zaida, por su manejo de la escena; más allá de sus dotes como cantante es una magnética actriz.
Martìn Roig
martinwullich.com